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Consulenza Legale

Consulenze legali in materia civile e penale

Consulenza legale

Consulenze legali in materia civile e penale,
 
l’Associazione Peko cerca di indirizzare al meglio le persone che devono affrontare una causa, con disponibilità dell'Avvocato in sede, anche con il Gratuito Patrocinio concesso ai non abbienti.
Cos’è il gratuito patrocinio? Il patrocinio a spese dello Stato, comunemente noto come “gratuito patrocinio”, è un istituto che consente ai soggetti meno abbienti ( non possidenti, poveri) di agire e difendersi di fronte all’autorità giudiziaria. In particolare, è assicurato il patrocinio (art. 74 DPR 115/2002) nel processo civile, amministrativo, contabile, tributario e negli affari di volontaria giurisdizione, per la difesa del cittadino non abbiente, quando le sue ragioni risultino non manifestamente infondate;
 
Nel processo penale per la difesa del cittadino non abbiente, indagato, imputato, condannato, persona offesa da reato, danneggiato, o che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile ovvero civilmente obbligato per la pena pecuniaria.
 
In buona sostanza, le spese relative all’Avvocato sono a carico dello Stato; pertanto, il difensore non riceve il compenso dal cliente – che non avrebbe le possibilità economiche per remunerarlo – ma dallo Stato. Il legale non può chiedere compensi o rimborsi da parte del cliente ammesso al gratuito patrocinio; Infatti, ogni patto contrario è nullo e la violazione del divieto costituisce grave illecito disciplinare professionale (art. 85 c. 3 DPR 115/2002 e art. 29 c. 8 Codice deontologico forense).
 
Il cittadino in difficoltà può chiedere l'ammissione al gratuito patrocinio:
 
per difendersi (ad esempio, nel caso in cui sia convenuto in giudizio da altri),
 
per agire (ad esempio, per tutelare un suo diritto)
 
in ogni stato e grado del processo.
 
Invece, se il beneficiario è soccombente (ossia perde la causa), non può utilizzare il beneficio per proporre l'impugnazione.
 
Quindi, per godere del gratuito patrocinio, occorre esservi ammessi.
La legge prescrive i requisiti necessari tra i quali spicca la necessità che le ragioni fatte valere dalla parte richiedente non siano manifestamente infondate. In altre parole, è negato il diritto di ottenere il patrocinio gratuito allorché le ragioni avanzate dal richiedente siano pretestuose.
Il motivo è ovvio: le spese del gratuito patrocinio sono a carico della collettività, quindi, è possibile accedervi solo ove vi sia davvero necessità.
 
Per essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato, il richiedente deve essere titolare di: un reddito annuo imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a € 11.746,68
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